Carnevale

Miniatura della scheda Carnevale
  • Regione: Piemonte
  • Provincia: TO
  • Comune: Ivrea

Descrizione

Il Carnevale d'Ivrea ha inizio il 6 Gennaio, con la sfilata in città di pifferi e tamburi, che eseguono musica tradizionale, risorgimentale e militare del periodo napoleonico; anche il Generale, che è eletto entro la terz'ultima domenica di Carnevale ed è istituito nel 1808, ha la divisa di impronta militare napoleonica, così come quella dei suoi ufficiali. Tra le fasi e cerimonie susseguenti sintetizziamo qui solo le principali. Il Giovedì Grasso il Generale e il suo seguito raccolgono dieci piccoli Abbà e in corteo si recano in comune, dove il Sindaco depone la sua fascia tricolore e cinge il Generale con una con i colori di Ivrea, che assume così il potere della città. Si impone l'uso del berretto frigio di colore rosso per tutto il resto del tempo festivo. Il Sabato di Carnevale esce per la prima volta la Mugnaia, la bella insidiata dal feudatario. Sfila in un cocchio per la città, con tutto il corteo equestre. La Domenica, dopo una fagiolata mattutina, nel pomeriggio ha luogo la grande marcia per le vie di tutti i personaggi, mentre nelle strade e nelle piazze infuria la battaglia delle arance. Sia gli aranceri dei carri sia quelli a piedi hanno nomi e costumi di fantasia, diventati ormai tradizionali. Ogni squadra ha la propria zona di combattimento e si lancia secondo regole precise, ma non certo smorzando la carica aggressiva della battaglia, che si ripete il Martedì Grasso. La mattina del Lunedì ha luogo la Zappata: l'ultima coppia di sposi di ognuno dei cinque rioni riceve un piccone ed una pala dal Generale per zappare il terreno dove sarà poi, a suon di musica, alzato lo scarlo (alto palo ligneo, a cui sono legati fasci d'erica). Nella notte del Martedì Grasso il corteo a cavallo fa il giro della città con gli scarli ed ogni piccolo Abbà dà fuoco a quello del suo rione. Conclude una marcia a piedi per le vie con saluto musicale di un solo piffero al Carnevale defunto. Ma non senza lo strascico di un banchetto di magro il Mercoledì delle Ceneri.

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