Saperi sulla cultura del tartufo in Calabria: la cerca con il cane


  • Regione: Calabria
  • Provincia: CS
  • Comune: Castrovillari

Descrizione

“Si pratica la ricerca col cane in tempi moderni, nei tempi più antichi si è iniziato a trovarli con i maiali. Il maiale sicuramente ha un olfatto abbastanza sviluppato, forse più del cane, però è controproducente perché poi tende a mangiarlo, cosa che invece il cane non fa. Il cane, se bene addestrato, riesce anche a riportarlo al proprietario, al padrone, al conduttore, senza che lui debba scavare. Non tutti i tartufi sono così approcciabili dai cani, vale a dire il tartufo bianco, che è molto delicato e molto pregiato, il tartufaio non permette al cane di prenderlo in bocca perché lo rovinerebbe, altre varietà meno pregiate e meno fragili invece si riescono a far riportare addirittura dal cane. I cani per la ricerca del tartufo possono essere di qualunque razza, non c'è un cane determinato, specifico per la ricerca del tartufo, anche se c'è una razza che va per la maggiore, ed è quella che forse è più vocata e sarebbe il lagotto romagnolo, è un vecchio cane che veniva utilizzato per il riporto degli acquatici durante la caccia nelle paludi e che poi è stato selezionato negli anni e si è dimostrato molto attivo nella ricerca del tartufo. I cani da caccia sono quelli che sono più portati, però hanno la difficoltà nell'addestramento perché essendo cani da caccia sono anche molto soggetti a essere sviati dalle tracce odorifere della selvaggina che si può trovare nel bosco e quindi è un po' più difficile controllarli. Il cane si addestra già da cucciolo, da piccolissimo, e per il cane è un gioco cercare il tartufo e ogniqualvolta riesce nell'intento viene premiato con una crocchetta o un qualcosa che a lui piace da un punto di vista alimentare. Nel scegliere un cane da dedicare alla ricerca dei tartufi si cerca sempre in una cucciolata di prendere un elemento più vivace rispetto agli altri, solitamente si preferisce la femmina perché il maschio... innanzitutto perché la femmina riesce prima nell'addestramento e poi perché il maschio è molto più influenzabile dal punto di vista sessuale, vale a dire quando si va alla ricerca nelle poste di altri tartufai che hanno delle cagne femmine il maschio si distrae moltissimo con i segnali odorosi lasciati sul territorio, quindi in prevalenza di addestrano le femmine, anche se un buon maschio, dopo qualche anno, perché impiega sempre tre o quattr'anni per raggiungere un addestramento ottimale, da dei risultati maggiori della femmina essendo più energico e più resistente. Tra il conduttore e il cane, come tutte le attività che si fanno insieme, si crea un rapporto speciale, vale a dire è, come ho detto prima, è un gioco, un gioco continuo tra il conduttore e il cane, che si conclude per il cane con il ricevimento del premio quando l'azione viene portata a buon fine. 06.58 Io posseggo 3 cani: una di razza lagotto romagnola pura, un’altra un incrocio tra un bracco e un pointer e il terzo è invece un incrocio tra un lagotto romagnolo e uno springer. Questi perché hanno caratteristiche diverse, vale a dire, il lagotto ha una ricerca molto più stretta e più tranquilla, quindi è adatto a cercare i tartufi nelle zone che sono più battute, vale a dire dove lui può fare una ricerca più attenta; invece la bracca pointer, che ha un raggio d’azione più lungo, serve soprattutto a cercare nei posti nuovi dove si va a esplorare per la ricerca di nuove zone in cui sono presenti i tuberi, permette di estendere, di fare una ricerca più ampia e quindi di girare più terreno in poco tempo” (ANCTV040). “Noi andiamo anche in condizioni climatiche [difficili], con la neve praticamente. Il cane ci segnala, perché il cane ha un fiuto eccezionale, ci segnala dov'è il tartufo, nel momento che ci segnala, siccome poi la neve delle volte è anche dura, gli diamo una mano anche con la vanghetta, però facciamo sempre continuare a lui perché sotto la neve l'odore è più espansivo, non riesci a capire bene dove è posizionato il tartufo, allora si fa una buca più grande e si aiuta il cane, però nello stesso momento, nel momento che si aiuta il cane, gli facciamo riprendere a scavare nella buca in modo che ci dia delle indicazioni dov'è il tartufo, perché sotto la neve è un po' difficile riuscire a cavarlo, però i cani riescono a sentirlo, però sentono il fiuto un po' vasto perché bisogna scavare sotto la neve e poi sotto la terra. E sicché si collabora tutti e due, io con la vanghetta tolgo un po' la neve e poi lui ci ritorna sulla buca e mi da delle indicazioni dove potrebbe essere il tartufo, ed è una esperienza bellissima, insomma. Sotto la neve il terreno non è ghiacciato, anzi è umido praticamente, non ghiaccia” (ANCTV041).

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