- scheda
- CD - IDENTIFICAZIONE
- TSK - Tipo moduloMODI
- CDR - Codice Regione05
- CDM - Codice ModuloICCD_MODI_4705567174441
- ESC - Ente schedatoreICCD
- ECP - Ente competente per tutelaICCD
- ACC - ALTRA IDENTIFICAZIONE
- ACCE - Ente/soggetto responsabilePolo museale del Veneto
- ACCC - Codice identificativoICCD_MODI_4705567174441
- OGM - Modalità di individuazionedocumentazioni audio-visive
- OG - ENTITA'
- AMB - Ambito di tutela MiBACTetnoantropologico
- AMA - Ambito di applicazioneentità immateriali
- CTG - Categoriasaperi, techiche
- OGD - DefinizionePreparazione di dolci fritti di Santa Apollonia
- OGN - DenominazioneCrostui in Comelico
- LC - LOCALIZZAZIONE
- LCS - StatoITALIA
- LCR - RegioneVeneto
- LCP - ProvinciaBL
- LCC - ComuneComelico Superiore
- LCL - LocalitàDOSOLEDO
- DT - CRONOLOGIA
- DTR - Riferimento cronologicoXXI
- CM - CERTIFICAZIONE E GESTIONE DEI DATI
- CMR - Responsabile dei contenutiBoscolo Marchi, Marta (funzionario del Polo museale del Veneto e tutor del progetto)
- CMC - Responsabile ricerca e redazionePerazzolo, Angela
- CMA - Anno di redazione2015
- CMM - Motivo della redazione del MODIInventario patrimonio culturale immateriale/ ICCD: progetto PCI 500 giovani
- ADP - Profilo di accesso2
- OSS - Note sui contenuti del moduloTema trattato nell'ambito del progetto PCI: Culture alimentari
- DA - DATI ANALITICI
- DES - DescrizioneLe sorelle anziane Guglielmina e Anna, nella loro cucina, versano la farina sulla spianatoia e aggiungono un pizzico di sale, lo zucchero, la scorza grattugiata di limone, un po’ di grappa, un rosso d’uovo e tre uova intere. Impastano gli ingredienti con la forchetta e poi con le mani per circa dieci minuti. Lasciano riposare l’impasto al caldo, coperto con un tessuto. Passano la pasta nell’apposita macchina, fino ad ottenere una sfoglia sottilissima. Nel frattempo scaldano l’olio, suddividono la sfoglia in più parti con la rotella, praticando al centro di ciascuna parte due incisioni nel senso della lunghezza. Prima di essere passate nell’olio, le sfoglie vengono tirate a mano nel senso della larghezza. Dopo la frittura, dispongono #i cróstui# su un piatto cospargendoli di zucchero.
- NSC - Notizie storico critiche#Crostoli#, frittelle di mele, semplici o di pane, assieme alla #péta# erano, fino agli anni '60 del secolo scorso, i dolci più comuni del Cadore e del Comelico. Oggi questi dolci sono identificati soprattutto con le feste di carnevale, mentre fino alla metà del secolo scorso, e anche oltre, #i cróstui e le frittelle# accompagnavano quasi tutti i momenti festivi della comunità locale. In particolare #i cróstui# erano il dolce per eccellenza delle nozze, preparati alcuni giorni prima del matrimonio e distribuiti in dono ai vicini di casa e ai parenti. Tale consuetudine, ancora abbastanza diffusa, sembra oggi investita di un ruolo che travalica il semplice consumo di cibo. Alcuni informatori sottolineano infatti l'aspetto “identitario” di questa usanza. La signora accompagna le azioni descrivendole in dialetto e dialogando con la sua amica che la sta aiutando nella prepazione della ricetta.
- RI - RILEVAMENTO ENTITA' IMMATERIALI
- RIM - Rilevamento/contestorilevamento nel contesto
- DRV - DATI DI RILEVAMENTO
- DRVL - RilevatoreDe Melis, Francesco
- DRVD - Data del rilevamento2010/02/00
- CAO - OCCASIONE
- CAOD - Denominazioneesecuzione su richiesta
- CAOS - NoteIl documento è stato realizzato nell’ambito del progetto “Montagne di cibo” gestito dal Museo etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, che prevedeva la ricerca sul campo, intesa come momento conoscitivo per documentare le pratiche alimentari contemporanee, oltre che come attività propedeutica alla successiva realizzazione dei filmati. Con questi ultimi sono stati rilevati i saperi e le tecniche di preparazione di alcuni piatti locali. Parallelamente alla ricerca sul campo è stata condotta una indagine archivistica e bibliografica. L'individuazione delle pietanze da documentare ha privilegiato le preparazioni alimentari che testimoniano da un lato il persistere di consuetudini radicati nel territorio e dall'altro i processi di innovazione, di attualizzazione e di creatività che consentono di tener viva “la tradizione culinaria”. I criteri di scelta che ci hanno guidato seguono alcuni principi: il piatto rappresenta o è localmente riconosciuto quale “tipico”, la preparazione è ancora oggi realizzata e consumata nell'area in oggetto, l'informatore e “l'attore sociale” coinvolti sono portatori di un “saper fare” riconoscibile e specifico. Nella documentazione delle varie fasi di preparazione del cibo è stato chiesto a tutti gli informatori di seguire una modalità di lavoro il più naturale possibile, con l'impiego dei normali strumenti e attrezzi da cucina, come ad esempio la pentola a pressione per lessare le erbe di campo o le patate. Lo scopo della ricerca e dei filmati era infatti quello di restituire il dispiegarsi nella contemporaneità di alcune preparazioni e abitudini alimentari.
- ATI - ATTORE INDIVIDUALE
- ATIR - Ruolocuoche
- ATID - NomeFestini, Guglielmina e Anna
- DO - DOCUMENTAZIONE
- FTA - DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
- FTAN - Codice identificativoPCI_Veneto_AP_F00003
- FTAX - Generedocumentazione allegata
- FTAK - Nome file digitalePCI_Veneto_AP_F00003..jpg
- FTAT - NoteFermo-immagine tratto da documento audiovisivo (vedi VDC).
- VDC - DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
- VDCN - Codice identificativoPCI_Veneto_AP_V00003
- VDCX - Generedocumentazione esistente
- VDCP - Tipo/formatofile digitale
- VDCA - Denominazione/titoloI dolci di Santa Apollonia: #crostui#
- VDCS - Specifichedurata: 9'59"
- VDCR - AutoreDe Melis, Francesco
- VDCD - Riferimento cronologico2010/02/00
- VDCW - Indirizzo web (URL)https://www.youtube.com/watch?v=gd0Y-aRLjsw
- VDCT - NoteI dati presenti nei titoli di testa di #Preparazione di dolci fritti di Santa Apollonia: #Crostui#" forniscono anche le seguenti informazioni: attrici: G. e V. Festini Capello; regia: F. De Melis; ideazione: D. Perco; ricerca: I. Da Deppo; coordinamento scientifico: D. Perco, D. Gasparini, I. Da Deppo; montaggio: F. Barraco; iniziativa realizzata nell'ambito dell'accordo di programma Regione del Veneto e Provincia di Belluno e dal Museo etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Il documento è accompagnato da alcune note riguardanti questo dolce e dalla sua preparazione, inserita anche in due schermate del video stesso. Copia del video è conservata presso il Polo Museale del Veneto.
- RM - RIFERIMENTI AD ALTRE ENTITÁ
- RMF - Riferimenti ad altre entità
- RMFTMODI
- RMFCICCD_MODI_0963127464441
- RMFEICCD
- RMFMè in relazione con
- RMFNLe dodici entità fra loro in relazione sono: ICCD_MODI_2450131374441 ICCD_MODI_0963127464441 ICCD_MODI_5913287174441 ICCD_MODI_0409831425441 ICCD_MODI_5823595094441 ICCD_MODI_2737178325441 ICCD_MODI_5837720184441 ICCD_MODI_3572287184441 ICCD_MODI_9479207184441 ICCD_MODI_6669879984441 ICCD_MODI_4705567174441 ICCD_MODI_7630058325441 Tali entità sono fra loro in relazione perché facenti parte dello stesso progetto: "Montagne di cibo. La cucina veneta tra storia e memoria".