- scheda
- CD - IDENTIFICAZIONE
- TSK - Tipo moduloMODI
- CDR - Codice Regione05
- CDM - Codice ModuloICCD_MODI_7630058325441
- ESC - Ente schedatoreICCD
- ECP - Ente competente per tutelaICCD
- ACC - ALTRA IDENTIFICAZIONE
- ACCE - Ente/soggetto responsabilePolo Museale del Veneto
- ACCC - Codice identificativoICCD_MODI_7630058325441
- OGM - Modalità di individuazionedocumentazioni audio-visive
- OG - ENTITA'
- AMB - Ambito di tutela MiBACTetnoantropologico
- AMA - Ambito di applicazioneentità immateriali
- CTG - Categoriasaperi, techiche
- OGD - DefinizionePreparazione di paste tipiche del Vicentino: #Bìgoli, gargàti, taiadèle#
- OGN - DenominazioneBìgoli, gargàti, taiadèle
- LC - LOCALIZZAZIONE
- LCS - StatoITALIA
- LCR - RegioneVeneto
- LCP - ProvinciaVI
- LCC - ComuneMalo
- DT - CRONOLOGIA
- DTR - Riferimento cronologicoXXI
- CM - CERTIFICAZIONE E GESTIONE DEI DATI
- CMR - Responsabile dei contenutiBoscolo Marchi, Marta (funzionario del Polo Museale del Veneto e tutor del progetto)
- CMC - Responsabile ricerca e redazionePerazzolo, Angela
- CMA - Anno di redazione2015
- CMM - Motivo della redazione del MODIInventario patrimonio culturale immateriale/ ICCD: progetto PCI 500 giovani
- ADP - Profilo di accesso2
- OSS - Note sui contenuti del moduloTema trattato nell'ambito del progetto PCI: Culture alimentari
- DA - DATI ANALITICI
- DES - DescrizioneLa signora Silvana, versa sulla spianatoia la farina di frumento, a cui aggiunge le uova intere, acqua e un po' di sale. Silvana inserisce nella trafila manuale (#torcio o bigolàro#) l’impasto morbido ed elastico, per preparare i #gargati# (vuoti all’interno) e #i bìgoli#. #Le taiàdele# le ottiene invece lavorando ripetutamente l’impasto con il mattarello, fino a ricavare una sfoglia molto sottile, che poi taglia a listarelle di diverse dimensioni. Per condire le paste prepara #il consiéro#: taglia del lardo sotto sale a pezzetti e mette in padella con una noce di burro, qualche foglia di salvia e di rosmarino e 2-3 cucchiai di conserva di pomodoro.
- NSC - Notizie storico criticheUna variante di questo sugo prevede la salsiccia al posto del lardo. La preparazione della pasta all’uovo con la trafila manuale (#torcio o bigolàro#) era diffusa in vaste aree della collina e della pianura veneta. E’ una tecnica ancora in uso nel Vicentino. A Malo ci siamo rivolti a Silvana Lorenzato, che ha imparato a fare la pasta dalla madre e dalla nonna. I formati più comuni sono #le taiàdele#, le lasàgne, #i bìgoli e i gargàti#. L’impasto è sempre lo stesso: farina di frumento, (oggi si aggiunge anche qualche cucchiaio di semola), uova, acqua, un po' di sale. In passato il momento di maggiore produzione e consumo di pasta all'uovo era legato alla disponibilità di uova, dunque la primavera. Tuttavia nelle famiglie più povere che non avevano le galline si faceva l'impasto solo con acqua e farina, anche se la pasta con le uova è più buona e “tiene meglio” la cottura. Per preparare #i gargàti e i bìgoli# si usa #il torchio#, una trafila manuale, montata su una panchetta di legno. Mano a mano che la pasta fuoriesce dalla trafila, è necessario cospargerla con farina gialla per evitare che si attacchi. I gargàti, che escono dalla trafila lunghi circa 30 cm, vengono disposti in fila sulla tavola e ridotti di misura con un coltello. Per i bìgoli, simili a grossi spaghetti, si procede allo stesso modo. #Le taiàdele# e le lasàgne vengono invece fatte a mano, tirando la pasta con il matterello. Mentre #i bìgoli e i gargàti#, dopo essere stati tagliati, possono essere buttati nell'acqua a cucinare, per #le taiadèle# e le lasàgne è preferibile lasciar seccare un po’ all'aria la sfoglia e poi arrotolarla e tagliarla. #Le taiàdele# sono mangiate preferibilmente in minestra, le lasàgne sono più adatte per la pastasciutta. Il condimento più comune quando la nostra informatrice era ragazza era #il consiéro#: lardo sotto sale tagliato a pezzetti e messo in padella con una noce di burro, qualche foglia di salvia e di rosmarino e 2/3 cucchiai di conserva di pomodoro. #Il consiéro# oggi viene raramente consumato perché troppo grasso e pesante. Altri condimenti per #i bìgoi# sono il sugo d'anatra, come in altre zone del Vicentino, il sugo con la pasta fresca di salame, che veniva preparato una - due volte all'anno, dopo la macellazione del maiale e durante il confezionamento degli insaccati. All’impasto di carne di maiale vengono aggiunti salsa di pomodoro, salvia e rosmarino. Molto spesso #i bìgoli e i gargàti# erano conditi solo con burro e salvia, oggi si usa spesso il ragù di carne. La signora accompagna le azioni descrivendole in dialetto.
- RI - RILEVAMENTO ENTITA' IMMATERIALI
- RIM - Rilevamento/contestorilevamento nel contesto
- DRV - DATI DI RILEVAMENTO
- DRVL - RilevatoreDe Melis, Francesco
- DRVD - Data del rilevamento2011/07/00
- CAO - OCCASIONE
- CAOD - Denominazioneesecuzione su richiesta
- CAOS - Notel documento è stato realizzato nell’ambito del progetto “Montagne di cibo” gestito dal Museo etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, che prevedeva la ricerca sul campo, intesa come momento conoscitivo per documentare le pratiche alimentari contemporanee, oltre che come attività propedeutica alla successiva realizzazione dei filmati. Con questi ultimi sono stati rilevati i saperi e le tecniche di preparazione di alcuni piatti locali. Parallelamente alla ricerca sul campo è stata condotta una indagine archivistica e bibliografica. L'individuazione delle pietanze da documentare ha privilegiato le preparazioni alimentari che testimoniano da un lato il persistere di saperi e consuetudini radicati nel territorio e dall'altro i processi di innovazione, di attualizzazione e di creatività che consentono di tener viva “la tradizione culinaria”. I criteri di scelta che ci hanno guidato seguono alcuni principi: il piatto rappresenta o è localmente riconosciuto quale “tipico”, la preparazione è ancora oggi realizzata e consumata nell'area in oggetto, l'informatore e “l'attore sociale” coinvolti sono portatori di un “saper fare” riconoscibile e specifico. Nella documentazione delle varie fasi di preparazione del cibo è stato chiesto a tutti gli informatori di seguire una modalità di lavoro il più naturale possibile, con l'impiego dei normali strumenti e attrezzi da cucina, come ad esempio la pentola a pressione per lessare le erbe di campo o le patate. Lo scopo della ricerca e dei filmati era infatti quello di restituire il dispiegarsi nella contemporaneità di alcune preparazioni e abitudini alimentari.
- ATI - ATTORE INDIVIDUALE
- ATIR - Ruolocuoca
- ATID - NomeLorenzato, Silvana
- DO - DOCUMENTAZIONE
- FTA - DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
- FTAN - Codice identificativoPCI_Veneto_AP_F00009.1
- FTAX - Generedocumentazione allegata
- FTAK - Nome file digitalePCI_Veneto_AP_F00009.1.jpg
- FTAT - NoteFermo immagine tratto da documentazione audiovisiva della preparazione della pasta (vedi VDC).
- VDC - DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
- VDCN - Codice identificativoPCI_Veneto_AP_V00009
- VDCX - Generedocumentazione esistente
- VDCP - Tipo/formatofile digitale
- VDCA - Denominazione/titolo#Bìgoli, gargàti, taiadèle di Malo#
- VDCS - Specifichedurata: 29'36"
- VDCR - AutoreDe Melis, Francesco
- VDCD - Riferimento cronologico2011/07/00
- VDCW - Indirizzo web (URL)https://www.youtube.com/watch?v=gBOx3r3HdIM
- VDCT - NoteI dati dei titoli di testa di "Preparazione di paste tipiche del Vicentino: #Bìgoli, gargàti e taiadèle#" forniscono anche le seguenti informazioni: attori: S. Lorenzato; regia: F. De Melis; ideazione: D. Perco; ricerca: I. Da Deppo; coordinamento scientifico: D. Perco, D. Gasparini, I. Da Deppo; montaggio: F. Barraco; iniziativa realizzata nell'ambito dell'accordo di programma Regione del Veneto e Provincia di Belluno e dal Museo etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Il documento è accompagnato da alcune note riguardanti questo dolce e dalla sua preparazione, inserita anche in due schermate del video stesso. Copia del video è conservata presso il Polo Museale del Veneto.
- RM - RIFERIMENTI AD ALTRE ENTITÁ
- RMF - Riferimenti ad altre entità
- RMFTMODI
- RMFCICCD_MODI_0963127464441
- RMFEICCD
- RMFMè in relazione con
- RMFNLe dodici entità fra loro in relazione sono: ICCD_MODI_2450131374441 ICCD_MODI_0963127464441 ICCD_MODI_5913287174441 ICCD_MODI_0409831425441 ICCD_MODI_5823595094441 ICCD_MODI_2737178325441 ICCD_MODI_5837720184441 ICCD_MODI_3572287184441 ICCD_MODI_9479207184441 ICCD_MODI_6669879984441 ICCD_MODI_4705567174441 ICCD_MODI_7630058325441 Tali entità sono fra loro in relazione perché facenti parte dello stesso progetto: "Montagne di cibo. La cucina veneta tra storia e memoria".