- scheda
- CD - IDENTIFICAZIONE
- TSK - Tipo moduloMODI
- CDR - Codice Regione08
- CDM - Codice ModuloICCD_MODI_7931786165541
- ESC - Ente schedatoreICCD
- ECP - Ente competente per tutelaICCD
- ACC - ALTRA IDENTIFICAZIONE
- ACCE - Ente/soggetto responsabileSBEAP - RA
- ACCC - Codice identificativoICCD_MODI_7931786165541
- OGM - Modalità di individuazionedocumentazioni audio-visive
- OG - ENTITA'
- AMB - Ambito di tutela MiBACTetnoantropologico
- AMA - Ambito di applicazioneentità immateriali
- CTG - Categoriatecniche
- OGD - DefinizioneLavorazione della canapa
- LC - LOCALIZZAZIONE
- LCS - StatoITALIA
- LCR - RegioneEmilia-Romagna
- LCP - ProvinciaBO
- LCC - ComunePieve di Cento
- LCL - LocalitàPIEVE DI CENTO
- DT - CRONOLOGIA
- DTR - Riferimento cronologicoXX
- CM - CERTIFICAZIONE E GESTIONE DEI DATI
- CMR - Responsabile dei contenutiMusmeci, Marco (tutor del progetto)
- CMC - Responsabile ricerca e redazioneD'Avossa, Emanuela
- CMA - Anno di redazione2016
- CMM - Motivo della redazione del MODIInventario patrimonio culturale immateriale/ ICCD: progetto PCI 500 giovani
- ADP - Profilo di accesso1
- OSS - Note sui contenuti del moduloTemi trattati nell'ambito del progetto PCI: Artigianto
- DA - DATI ANALITICI
- DES - DescrizioneI #gargiolai# selezionano e pettinano la canapa tramite pettini o #graffi#, tavolette di legno su cui erano fissati lunghi chiodi a forma di piramide, attraverso i quali la canapa veniva fatta passare e ripassare per raffinarla e selezionarla per lunghezza e finezza. Della fibra selezionata venivano fatte trecce o #randelli# che raccolti in mazzi erano pronti per le successive lavorazioni. Una donna si dedica all’operazione di filatura trasformando la canapa in un filo continuo, con rocca e fuso crea matasse e spole di filato ma grazie soprattutto all’abilità delle sue mani, con le quali intreccia le fibre della canapa, inumidendosele di tanto in tanto. Un’altra Donna contemporaneamente con la canapa filata forma le rocche di filo. La filatura della canapa avveniva anche all’interno della stalla per stare in compagnia con in contadini. Create le rocche di filo si passa alla tessitura, con la preparazione dell’ordito. Gli orditoi, due pali in legno provvisti di pioli a sostegno dell'ordito, erano fissati contro la parete esterna della casa colonica a distanza tale da poter ricavare dal tessuto finale una pezza sufficiente per un lenzuolo matrimoniale o un vestito da uomo. Venti spole di filo erano poste su una scaletta porta spole appoggiata su due sedie e da essa, tratte i fili, che la donna utilizzando una paletta appositamente forata, ordinatamente stendeva sui pioli da un orditoio a l'altro. Ad ogni giro di filato abili mani incrociavano i fili dell'ordito facendo passare tra di loro un nastro per mantenerli separati. Si facevano tanti giri di ordito in base alla larghezza del tessuto che si voleva realizzare. L'ordito una volta ultimato veniva staccato dai pioli e raccolto realizzando manuelamente una sorta di catena pronta da sistemare sul telaio. Inserito il piede della catena nel #subbio# posteriore del telaio, lo si disponeva uniformemente ed ordinatamente aiutandosi con una sorta di rastrello di legno che manteneva separato ogni giro dell'ordito.
- NSC - Notizie storico criticheA pieve e nella zona centese, fino agli anni cinquanta, gran parte della gente viveva lavorando la canapa. Gli uomini da ottobre a marzo erano tutti #gargiolai# o #cordai#, mancando ogni altra occupazione in campagna. Un tempo la lavorazione della canapa veniva fatta tutta a mano, con tecniche e arnesi passati da padre a figlio. In Emilia la canapa ha costituito per secoli una delle principali coltivazioni agricole, la lavorazione era complessa e faticosa, ma dava lavoro e pane per diversi mesi. Dopo il taglio che avveniva a mano col falcetto tra luglio ed agosto avveniva lo #stendimento# della canapa a terra in piccoli #manopoli# per 4 o 5 giorni affinchè essiccasse. Dopo l'essicatura avveniva la #sbattitura# che consisteva nello sbattere energicamente la canapa sul terreno fino a distaccare la maggior parte delle foglie, nello stesso giorno si effetuava l' #impilitura# che comportava la formazione di fasci conici (#prell#), a capanna indiana, per consentire all'acqua in caso di pioggia di scorrere all'esterno e non penetrare all'interno. Successivamente avveniva la #tiratura# che consisteva nello sbattere gli steli su una panca inclnata con una mazza di legno per far emergere tutte le vette, dopo di che, gli steli venivano estratti in base alla loro lunghezza e così selezionati formavano le #mannelle# in modo che avessero lunghezza e larghezza analoghe. Con la canapa verde ammorbidita si legavano tra loro due mezzi fasci da 10 #mannelle# procedendo poi con la #svettatura#, cioè con il taglio delle vette dei fasci con la falcetta. Ogni fascio era di circa quaranta centimetri di diametro. Ad agosto avveniva la macerazione della canapa per #affondate#. In base alla profondita del macero si stendono più strati di fasci di canapa a formare delle #zattere# che venivano affondate con la soprammisione di sassi (un tempo si usavano i mattini in argilla cotta ma coloravano l'acqua e di conseguenza la canapa oltre a formare più detriti) affinchè i fasci stessero ben immmersi nell'acqua ma senza toccare il fondo. La macerazione aveva lo scopo di neutralizzare le sostanze coloranti (clorofilla e piatina) che trattengono le fibre di canapa all’interno dello stelo legnoso (canapulo) staccandolo da esse. A questa operazone seguiva lo sciaquo e la stenditura al sole per l'essicazione. Con la #scavezzatura# (battitura) e la successiva #gramolatura# veniva prima spezzata e poi eliminata la parte legnosa della canapa. La fibra grezza così ricavata veniva raccolta in grosse trecce e dopo un'attenta selezione in base alle caratteristiche e qualità del prodotto era ormai pronta per gli svariati impieghi. La canapa per essere utilizzata e filata doveva essere prima selezionata e pettinata, era questo il lavoro dei #gargiolai#, solitamente maestri artigiani ambulanti che a cottimo graffiano presso le loro ambientazioni per i piccoli industriali locali o chiamati presso le famiglie contadine. I loro attrezzi consistevano di solito in tre tipi di pettini o #graffi#, tavolette di legno su cui erano fissati lunghi chiodi a forma di piramide attraverso i quali la canapa veniva fatta passare e ripassare per raffinarla e selezionarla per lunghezza e finezza. Della fibra selezionata venivano fatte trecce o #randelli# che raccolti in mazzi erano pronti per le successive lavorazioni. In inverno in tutte le famiglie si filava e si tesseva, la biancheria tutta fatta in casa era considerata un bene primario. La filatura, un'operazione che trasformava la canapa e la lana in un filo continuo era un tipico lavoro invernale delle nostre donne che tutti i giorni, dai primi di novembre a San Biagio, con rocca e fuso e più tardi con il filarino creavano matasse e spole di filato. Si filava di solito intorno al camino. La necessità di risparmiare legna e petrolio per l'illuminazione e la voglia di compagnia rimanendo in un luogo caldo portava spesso le donne a filare in stalla insieme ai contadini, era il cosidetto #treppio# (detto anche #trebbio#) o #filò# dove fino a tarda notte il monotono lavoro era condito con chiacchere, canzoni e racconti per i bambini. L'orditura del filato era un'operazione assai delicata ed era affidata alle donne con più esperienza della casa. Il caricamento dell'ordito nel telaio doveva essere fatto da mani esperte, inserito il piede della catena nel #subbio# posteriore lo si disponeva uniformemente ed ordinatamente aiutandosi con una sorta di rastrello di legno che manteneva separato ogni giro dell'ordito. I telai da tessere utilizzati nelle nostre campagne, generalmente costruiti dai falegnami del paese, erano tutti in buon legno pesante e robusto affinché con la battuta sulla trama non si muovessero.
- RI - RILEVAMENTO ENTITA' IMMATERIALI
- RIM - Rilevamento/contestorilevamento nel contesto
- DRV - DATI DI RILEVAMENTO
- DRVL - RilevatoreNR
- DRVD - Data del rilevamentoNR
- CAO - OCCASIONE
- CAOD - Denominazionelavoro
- ATC - ATTORE COLLETTIVO
- ATCD - Denominazionei #gargiolai#
- ATC - ATTORE COLLETTIVO
- ATCD - Denominazionele filatriici
- ATC - ATTORE COLLETTIVO
- ATCD - Denominazionele tessitrici
- DO - DOCUMENTAZIONE
- FTA - DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
- FTAN - Codice identificativoPCI_E-Romagna_ED_F0010
- FTAX - Generedocumentazione allegata
- FTAK - Nome file digitalePCI_E-Romagna_ED_F0010.jpg
- FTAT - NoteFermo-immagine tratto da documento audiovisivo (vedi VDC)
- VDC - DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
- VDCN - Codice identificativoPCI_E-Romagna_ED_V0010a
- VDCX - Generedocumentazione esistente
- VDCP - Tipo/formatofile digitale
- VDCA - Denominazione/titoloLavorazione della canapa (i gargiolai)
- VDCS - SpecificheDurata: 1'15'' (estratto da 3'31'' a 4'46'')
- VDCR - AutoreAlfonso Muzzi
- VDCW - Indirizzo web (URL)https://www.youtube.com/embed/efcqyIj9VJQ?start=211&end=286
- VDCT - NoteL'estratto è tratto da "lavorazione della canapa nel centese di alfonso muzzi" pubblicato on line il 5 aprile 2011 da Ivan Ardizzoni. Durata: 10'25''. Il documento è accompagno dalla seguente nota: lavorazione della canapa nel centese di alfonso muzzi tratto dalla trasmissione ferrara tra cinema e memoria del 1991 in onda su telestense ieri e oggi.
- VDC - DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
- VDCN - Codice identificativoPCI_E-Romagna_ED_V0010b
- VDCX - Generedocumentazione esistente
- VDCP - Tipo/formatofile digitale
- VDCA - Denominazione/titoloLavorazione della canapa (la filatura)
- VDCS - SpecificheDurata: 45'' (estratto da 4'54'' a 5'39'')
- VDCR - AutoreAlfonso Muzzi
- VDCW - Indirizzo web (URL)https://www.youtube.com/embed/efcqyIj9VJQ?start=294&end=339
- VDCT - NoteL'estratto è tratto da "lavorazione della canapa nel centese di alfonso muzzi" pubblicato on line il 5 aprile 2011 da Ivan Ardizzoni. Durata: 10'25''. Il documento è accompagno dalla seguente nota: lavorazione della canapa nel centese di alfonso muzzi tratto dalla trasmissione ferrara tra cinema e memoria del 1991 in onda su telestense ieri e oggi.
- VDC - DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
- VDCN - Codice identificativoPCI_E-Romagna_ED_V0010c
- VDCX - Generedocumentazione esistente
- VDCP - Tipo/formatofile digitale
- VDCA - Denominazione/titoloLavorazione della canapa (la filatura nella stalla)
- VDCS - SpecificheDurata: 37'' (estratto da 5'54'' a 6'31'')
- VDCR - AutoreAlfonso Muzzi
- VDCW - Indirizzo web (URL)https://www.youtube.com/embed/efcqyIj9VJQ?start=354&end=391
- VDCT - NoteL'estratto è tratto da "lavorazione della canapa nel centese di alfonso muzzi" pubblicato on line il 5 aprile 2011 da Ivan Ardizzoni. Durata: 10'25''. Il documento è accompagno dalla seguente nota: lavorazione della canapa nel centese di alfonso muzzi tratto dalla trasmissione ferrara tra cinema e memoria del 1991 in onda su telestense ieri e oggi.
- VDC - DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
- VDCN - Codice identificativoPCI_E-Romagna_ED_V0010d
- VDCX - Generedocumentazione esistente
- VDCP - Tipo/formatofile digitale
- VDCA - Denominazione/titoloLavorazione della canapa (la tessitura)
- VDCS - SpecificheDurata: 3'43'' (estratto da 6'42'' a 10'25'''')
- VDCR - AutoreAlfonso Muzzi
- VDCW - Indirizzo web (URL)https://www.youtube.com/embed/efcqyIj9VJQ?start=402&end=625
- VDCT - NoteL'estratto è tratto da "lavorazione della canapa nel centese di alfonso muzzi" pubblicato on line il 5 aprile 2011 da Ivan Ardizzoni. Durata: 10'25''. Il documento è accompagno dalla seguente nota: lavorazione della canapa nel centese di alfonso muzzi tratto dalla trasmissione ferrara tra cinema e memoria del 1991 in onda su telestense ieri e oggi.