R12 - 01238474

CD CODICI
TSK Tipo Scheda BDI
LIR Livello ricerca P
NCT CODICE UNIVOCO
NCTR Codice regione R12
NCTN Numero catalogo scheda 01238474
ESC Ente schedatore ICCD
ECP Ente competente S127
RV RELAZIONI
ROZ Altre relazioni 1201238473
DB DEFINIZIONE BENE
DBD Denominazione Saperi sulla #antica lenticchia di Onano#
DBC Categoria saperi
RD REDAZIONE
RDM Modalità di Redazione terreno
LA ALTRE LOCALIZZAZIONI GEOGRAFICHE-AMMINISTRATI
TLC Tipo di localizzazione localizzazione di rilevamento
PRV LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA
PRVR Regione Lazio
PRVP Provincia VT
PRVC Comune Onano
PRT Contesto rilevamento nel contesto
DR DATI DI RILEVAMENTO
DRV Ente responsabile ICCD
DRT Denominazione della ricerca Progetto PACI 2
DRR Responsabile della ricerca Simeoni, Paola Elisabetta
DRL Rilevatore Broccolini, Alessandra
DRD Data rilevamento 2011/07/07
CA OCCASIONE
CAR Occasione Religiosa no
CAO Altra Occasione esecuzione su richiesta
CU COMUNICAZIONE
CUV VERBALE
CUVM Voce/i maschile/i 1
DA DATI ANALITICI
DRS Descrizione del Bene La lenticchia originaria di Onano è a seme grande: “Come seme ha una dimensione intorno ai 5 millimetri. Può andare da un marroncino chiaro a un verdino; molto spesso è marmorizzata, ha questi puntini sopra, che è una variabilità genetica. Come tutti i semi autoctoni, sono una popolazione di semi. Non è quindi un seme che è andato in purezza; la bellezza sta pure in questo, la diversità, la forma, i colori che sono completamente diversi. E poi c'è questa punticchiatura, questi granelli che derivano da una variabilità genetica”. Non è nota la storia del seme originario della lenticchia di Onano. Secondo alcune fonti la lenticchia di Onano era nota ed apprezzata già da epoca rinascimentale, ma ha avuto il suo boom tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, quando era soprattutto la Capitale, il maggior luogo di destinazione del prodotto e vedeva la famiglia Alfonsi di Onano come il maggior grossista di lenticchie. In quegli anni la lenticchia di Onano partecipa con successo a diverse manifestazioni a livello nazionale che ne accrescono la fama. Questo successo durò fino alla fine degli anni Sessanta. In seguito ci fu la crisi. Tale crisi si lega innanzitutto all'avvento della chimica che ha portato a terreni più concimati e ciò ha danneggiato la lenticchia che notoriamente vuole terreni poveri. Nello stesso periodo è subentrata la coltivazione delle patate che era più redditizia delle lenticchie. Alla fine degli anni Novanta ho cercato di recuperare la tradizione della lenticchia originaria di Onano, denominandola nel 2004 #antica lenticchia di Onano# per distinguerla dalle nuove varietà commerciali. A fine ciclo viene usato per la coltivazione lo stesso seme coltivato, che ogni anno viene messo da parte per l'anno successivo. Viene usato con successo anche del seme più vecchio. Data l'esiguità della produzione, oggi le sementi della lenticchia originaria di Onano per l'anno successivo vengono selezionate, come in passato, a occhio, scegliendo i semi più “belli” (semi grandi e variegati nel colore), stando attenti a distinguere il seme vero e proprio da alcuni semi infestanti come il #capotombolo#, pianta molto simile nel seme alla lenticchia, ma diversa nel baccello. Il #capotombolo# infatti ha un baccello lungo che contiene più semi, mentre la lenticchia di Onano ha un solo baccello piccolo che contiene un unico seme. Attualmente la lenticchia di Onano produce poco perché ha problemi di riproduzione e solo nelle stagioni molto buone raggiunge i 7 quintali per ettaro. Il seme originario è a forte rischio di erosione e scomparsa, in quanto è materialmente conservato solo da me che tenacemente lo sto salvaguardando, anche se negli ultimi anni non ha dato alcuna resa sul piano economico perché la produzione è stata molto scarsa per una serie di ragioni che sto indagando. Tutti gli anziani produttori sono morti, o sono passati alla varietà Eston, così come ha fatto la cooperativa di Onano. Secondo me una delle ragioni della progressiva scomparsa del seme è dovuta a difficoltà nella riproduzione. Tale debolezza potrebbe essere dovuta a debolezza genetica, a una delicatezza agli sbalzi di stagione, a problemi nella legagione (impollinazione) o stress idrici (stagioni troppo piovose). Un altro problema è dovuto al cambiamento che si è avuto nella semina. In passato la lenticchia si seminava a gennaio-febbraio. In tal modo, poiché la pianta non teme il freddo, in estate la pianta arrivava a produrre diversi #palchi#, aveva tempo di diventare vigorosa e quindi di produrre. Oggi si semina molto più tardi, a marzo, in questo modo la pianta non ha il tempo di crescere bene. E' quindi a rischio la riproduzione del seme. Il problema principale rimangono comunque le infestanti. La mia azienda utilizza ogni anno il proprio seme, che dopo essere stato pulito e selezionato, viene conservato nei sacchi. Dopo la raccolta e la pulitura i semi vengono messi per circa due settimane nei congelatori, per uccidere eventuali animali (il #bagaglione# o "tonchio"). I terreni di Onano sono particolarmente adatti alla coltivazione dei legumi perché sono terreni di origine vulcanica e quindi poveri di calcio. I legumi crescono pertanto con la buccia molto sottile e ciò li rende particolarmente apprezzati. Per questo c'è ad Onano una lunga tradizione storica legata alla coltivazione dei legumi.
AT ATTORE INDIVIDUALE
ATT ATTORE
ATTI Ruolo imprenditore, agricoltore
ATTZ Nazionalità italiana
ATTN Nome Camilli Marco
ATTS Sesso M
ATTE Età 40
ATA Annotazioni L'intervistato è attualmente l'unico coltivatore dell'"antica lenticchia di Onano". Ha recuperato il seme dai vecchi produttori, dai quali ha anche appreso i tradizionali metodi di coltivazione. Nel 2004 ne ha fatto un presidio Slow Food.
DO FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
FTA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
FTAX Genere documentazione allegata
FTAP Tipo file digitale
FTAA Autore Broccolini, Alessandra
FTAD Data 2011/07/07
FTAE Ente Proprietario ICCD
FTAC Collocazione Archivio Laboratorio DemoEtnoAntropologico
FTAN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0393/FI 01
FTAT Titolo/Note fermo immagine da video primario
VDC DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
VDCX Genere documentazione esistente
VDCP Tipo file digitale
VDCR Autore Broccolini, Alessandra
VDCD Data 2011/07/07
VDCE Ente Proprietario ICCD
VDCA Titolo Saperi sull'"Antica lenticchia di Onano"
VDCC Collocazione Archivio Laboratorio DemoEtnoAntropologico
VDCN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0393/ 394
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Leoni Pier Luigi - Prudenzi Enzo, Viaggio nella civiltà contadina. La cucina, Latera, Annulli editore, 2009
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Mancini Bonafede, La festa della Madonna Assunta di Onano. I riti del solco, della Pupa e Cavallo, Comune di Onano, 2005
ACCESSO AI DATI
ADS SPECIFICHE DI ACCESSO AI DATI
ADSP Profilo di Accesso 2
ADSM Motivazione scheda contenente dati personali
CM COMPILAZIONE
CMP COMPILAZIONE
CMPD Data 2011
CMPN Nome Broccolini, Alessandra
RSR Referente Scientifico Simeoni, Paola Elisabetta
FUR Funzionario Responsabile Tucci, Roberta
FUR Funzionario Responsabile Simeoni, Paola Elisabetta
AN ANNOTAZIONI
OSS Osservazioni La "Antica lenticchia di Onano", così denominata nel 2004 dal presidio Slow Food voluto dall'attuale unico produttore di questo seme originario, Marco Camilli, è un antico cultivar del Lazio iscritto nel Registro Volontario dell'Arsial, l'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura nel Lazio, come varietà a rischio erosione genetica, in base alla legge regionale n. 15 del 1 marzo 2000 che tutela le risorse genetiche di interesse agrario, vegetali e animali autoctone del Lazio. Fino agli anni '60 circa questa varietà di lenticchia a seme grande costituiva la ricchezza di Onano, paese agricolo del viterbese. A partire dagli anni '70 e progressivamente fino ad oggi, il seme originario è stato sostituito da una varietà commerciale a seme piccolo (Eston canadese) e dalla coltivazione della patata. Sulla soglia della sua scomparsa nel 1998 circa, il giovane produttore Marco Camilli ha recuperato il seme facendoselo dare dai vecchi produttori ed ha recuperato da questi anche i saperi in merito ai tradizionali metodi di coltivazione. Lo ha riseminato in biologico e ne ha fatto un presidio Slow Food per contrastare la predominanza della varietà commerciale. Esistono tuttavia dei forti conflitti locali sul riconoscimento di questo antico seme, in quanto la locale cooperativa commercializza una "lenticchia di Onano" che in realtà è la varietà a seme piccolo commerciale, confondendo così i consumatori. Essendo il seme originario geneticamente fragile e di scarsa resa produttiva, è a forte rischio erosione e scomparsa in quanto l'attuale produttore è l'ultimo che sta investendo risorse, per ragioni "affettive" e identitarie, al fine di salvare questo seme e che sta recuperando il sapere popolare dei vecchi contadini in merito agli antichi metodi di coltivazione.