R12 - 01238489

CD CODICI
TSK Tipo Scheda BDI
LIR Livello ricerca P
NCT CODICE UNIVOCO
NCTR Codice regione R12
NCTN Numero catalogo scheda 01238489
ESC Ente schedatore ICCD
ECP Ente competente S127
RV RELAZIONI
ROZ Altre relazioni 1201238478
DB DEFINIZIONE BENE
DBL Denominazione locale I serpenti
DBD Denominazione #Misteri di Santa Cristina#: rappresentazione del Mistero #I serpenti#
DBC Categoria festa/ cerimonia
DBC Categoria rappresentazione/ spettacolo
RD REDAZIONE
RDM Modalità di Redazione terreno
LA ALTRE LOCALIZZAZIONI GEOGRAFICHE-AMMINISTRATI
TLC Tipo di localizzazione localizzazione di rilevamento
PRV LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA
PRVR Regione Lazio
PRVP Provincia VT
PRVC Comune Bolsena
PRT Contesto rilevamento nel contesto
DR DATI DI RILEVAMENTO
DRV Ente responsabile ICCD
DRT Denominazione della ricerca Progetto PACI 2
DRR Responsabile della ricerca Simeoni, Paola Elisabetta
DRL Rilevatore Ballacchino, Katia
DRD Data rilevamento 2011/07/24
CA OCCASIONE
CAR Occasione Religiosa si
CAA Ciclo dell'Anno S. Cristina/ 24 luglio
RC RICORRENZA
RCP Periodicità annuale
RCI Data Inizio 2011/07/24
RCF Data Fine 2011/07/24
CU COMUNICAZIONE
CUV VERBALE
CUVF Voce/i femminile/i numero non definibile
CUVM Voce/i maschile/i numero non definibile
CUC CINESICA
CUCF Femminile numero non definibile
CUCM Maschile numero non definibile
CUP PROSSEMICA
CUPF Femminile numero non definibile
CUPM Maschile numero non definibile
DA DATI ANALITICI
DRS Descrizione del Bene Il Mistero #I serpenti# viene rappresentato la mattina del 24 luglio ed è uno dei più suggestivi per la presenza di serpenti vivi in scena. Sul palco, occupato da 35-40 #figuranti#, si rappresentano la Santa e il padre assaliti dai serpenti che, invece che uccidere lei perché era cristiana e voleva donarsi alla Chiesa, attaccano il padre che voleva il suo martirio. Il palco è diviso in due scene, una sulla sinistra raffigura coloro che seguono Santa Cristina, per lo più donne e bambine, e l'altra, sulla destra, rappresenta coloro che seguono il padre che voleva uccidere la figlia. Gruppi di uomini di varie età, anche bambini, vestiti con braghe di colore bordeaux o dorato, tengono in mano serpenti di diversi tipi. Cristina è situata in piedi al centro della scena, vestita con un abito bianco e oro, legata da funi strette in mano da alcuni uomini, mentre davanti a lei un uomo le getta addosso un grosso serpente. Alle sue spalle, in alto, un angelo donna assiste alla scena. Al momento del passaggio della Santa in processione si apre la scena e tutto il pubblico ammira emozionato i serpenti sul palco; alla fine della rappresentazione, gli animali vengono portati in giro dai #figuranti#.
TC ATTORE COLLETTIVO
TCD Denominazione #figuranti# del Mistero #I serpenti#
DO FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
FTA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
FTAX Genere documentazione allegata
FTAP Tipo fotografia digitale
FTAA Autore Picariello, Malvina
FTAD Data 2011/07/24
FTAE Ente Proprietario ICCD
FTAN Codice Identificativo ICCD-DEAD 13930
FTAT Titolo/Note Il Mistero #I serpenti# si sta per aprire al passaggio di Santa Cristina
FTAF Formato jpg
FTA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
FTAX Genere documentazione allegata
FTAP Tipo fotografia digitale
FTAA Autore Picariello, Malvina
FTAD Data 2011/07/24
FTAE Ente Proprietario ICCD
FTAN Codice Identificativo ICCD-DEAD 13934
FTAT Titolo/Note Il Mistero #I serpenti# si apre al passaggio di Santa Cristina
FTAF Formato jpg
FTA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
FTAX Genere documentazione allegata
FTAP Tipo fotografia digitale
FTAA Autore Picariello, Malvina
FTAD Data 2011/07/24
FTAE Ente Proprietario ICCD
FTAN Codice Identificativo ICCD-DEAD 13935
FTAT Titolo/Note Il Mistero #I serpenti# si apre al passaggio di Santa Cristina
FTAF Formato jpg
FTA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
FTAX Genere documentazione allegata
FTAP Tipo fotografia digitale
FTAA Autore Picariello, Malvina
FTAD Data 2011/07/24
FTAE Ente Proprietario ICCD
FTAN Codice Identificativo ICCD-DEAD 13936
FTAT Titolo/Note Il Mistero #I serpenti#
FTAF Formato jpg
FTA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
FTAX Genere documentazione allegata
FTAP Tipo fotografia digitale
FTAA Autore Picariello, Malvina
FTAD Data 2011/07/24
FTAE Ente Proprietario ICCD
FTAN Codice Identificativo ICCD-DEAD 13937
FTAT Titolo/Note Il Mistero #I serpenti#
FTAF Formato jpg
VDC DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
VDCX Genere documentazione esistente
VDCP Tipo file digitale
VDCR Autore Broccolini, Alessandra
VDCD Data 2011/07/24
VDCE Ente Proprietario ICCD
VDCA Titolo Saperi sul Mistero #I serpenti#
VDCN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0369_4
VDC DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
VDCX Genere documentazione esistente
VDCP Tipo file digitale
VDCR Autore Rotundo, Tommaso
VDCD Data 2011/07/24
VDCE Ente Proprietario ICCD
VDCA Titolo Mistero #I serpenti#
VDCN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0384_1-3
VDC DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
VDCX Genere documentazione esistente
VDCP Tipo file digitale
VDCR Autore Broccolini, Alessandra
VDCD Data 2011/07/22
VDCE Ente Proprietario ICCD
VDCA Titolo Saperi sul Mistero #I serpenti#
VDCN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0366_21-22
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Moscini M., Cristina di Bolsena - culto e iconografia, Viterbo, Agnesotti, 1986
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Tamburini P., Bolsena: il miracolo eucaristico, Bolsena, Città di Bolsena Editore, 2005
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Moscini M., Basilica di Santa Cristina, Bolsena, Viterbo, Betagamma, 1995
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Gentili F., Santa Cristina di Bolsena, Leumann, Rivoli, Elle Di Ci, 1999
ACCESSO AI DATI
ADS SPECIFICHE DI ACCESSO AI DATI
ADSP Profilo di Accesso 1
ADSM Motivazione dati liberamente accessibili
CM COMPILAZIONE
CMP COMPILAZIONE
CMPD Data 2011
CMPN Nome Ballacchino, Katia
RSR Referente Scientifico Simeoni, Paola Elisabetta
RSR Referente Scientifico Broccolini, Alessandra
FUR Funzionario Responsabile Tucci, Roberta
FUR Funzionario Responsabile Simeoni, Paola Elisabetta
AN ANNOTAZIONI
OSS Osservazioni L'intervistato racconta che sua nonna, che apparteneva alla famiglia dei #serpari# e che partecipava a questo Mistero (che fino agli anni '70 del secolo scorso era l'unico a essere tramandato di generazione in generazione), aveva una grossa cicatrice sul naso e diceva con orgoglio che l'aveva morsa una serpe e che, nonostante piangesse e sanguinasse sul palco, durante la scena non si era mossa affatto: per lei era stato un atto di eroismo. Oggi si è perduto il rituale dei serpenti perché c'è il divieto di far soffrire gli animali in seguito a una denuncia della Lega Anti Vivisezione. Prima c'era il mito dei #serpenti#, che venivano presi nelle campagne vicine, nei giorni della festa, in mezzo alle stoppie del grano. Si correva loro dietro, con la punta del piede si #acciaccava# la coda, il serpente si raddrizzava, quindi gli si bloccava la testa e poi lo si metteva in un sacco. Il #serparo# teneva a casa sua i serpenti fino al giorno della festa. I serpenti venivano tenuti al buio e quindi, senza il calore del sole, restavano immobili; poi, quando suonavano le campane della chiesa del Castello e quindi usciva la statua della Santa in processione, venivano portati sul palco e privati dei denti. La modalità era crudele: si prendeva un cappello di feltro, a tutti i serpenti si faceva mordere la tesa del cappello, poi gli si stringeva la testa e si tirava con forza per cui tutti i denti rimanevano piantati nel cappello. I serpenti, già indeboliti per la mancanza di sole, a causa di questa violenza perdevano molto sangue, che veniva sparso sul viso della Santa. Poi, avvicinandosi alla Santa, si davano bacchettate sulla coda dei serpenti che alzavano la testa ad ogni bacchettata: questo rituale rappresentava in qualche modo il martirio del serpente, ma era anche il suo giorno di gloria perché poi con i serpenti si andava in processione intorno alle braccia, al collo. A causa di questa spiegazione, da lui pubblicata in un libro, l'informatore è stato denunciato dalla Lega Anti Visezione, anche se lui si riferiva al passato, ragione per la quale è dovuto andare andare alla RAI a difendersi. Oggi i serpenti vengono presi da allevamenti, non sono quelli locali della tradizione. Il serpente bolsenese è il Colubro di Esculapio, quello verde, lungo, e veniva preso dalla gente che stava in campagna. Lo strappo dei denti era molto doloroso, a tal punto che sul palco i serpenti soffrivano tanto da produrre diarrea dappertutto per il dolore. L'intervistato ricorda che Alfonso M. Di Nola scrisse sui serpenti che però, rispetto a quelli di Cocullo, a Bolsena hanno un valore descrittivo, rappresentano il male, sono un'immagine fallica e Santa Cristina, che era vergine e pura, vince il male, tanto che il male è la passio antichissima, che risale all'inizio del V secolo. In questa passio i serpenti erano talmente buoni che leccavano il sudore che scendeva dal collo, lungo i seni e in mezzo alle dita dei piedi della Santa. Questa sarebbe un'immagine fortemente erotica, come tutte le passio che nascevano in ambiente monastico, in cui è sempre presente un riferimento erotico.