Festa di S.Giuliano

Miniatura della scheda Festa di S.Giuliano
  • Regione: Piemonte
  • Provincia: TO
  • Comune: Barbania

Descrizione

La festa si celebra l'ultima domenica di agosto e il lunedì successivo. Alle nove la #Badia# si raduna sul sagrato della chiesa; il #priore# entra in chiesa e preleva il #drapò#, la bandiera tradizionale con una croce bianca in campo rosso su cui spicca l'effige del Santo. Arriva il #sottopriore# con una sciabola da cavalleria tutti gli altri portano alabarde guarnite di nastri. Terminati i saluti e pagata la quota associativa, la #badia# s'incammina verso la casa ove sono le due #priore# e le due #sottopriore#. Li segue la banda musicale. La #badia# sfila sempre guidata dal #priore# sottobraccio alla #priora#, subito dietro stanno il #sottopriore# e la #sottopriora#, la #badia# segue in due file parallele, poi i rappresentanti comunali. A casa della priora, il #priore# infila sulla sua alabarda una pagnotta a forma di galletto, chiamata #caritin# o #galuro#; una focaccia rotonda (#sol#), viene infissa nel puntale del #drapò# e uno simile sulla sciabola. Inizia il ricevimento, offerto da una delle #priore# (all'altra tocca quello del lunedì mattina). Nel frattempo le #priore#, ognuna accoppiata ad una #sottopriora#, appuntano il #masset# all'occhiello dei barbanesi. Il #masset# consiste in una composizione floreale, ottenuta unendo una settembrina a due rametti di cipresso. Intorno alle 10.15 il corteo si riforma per andare in chiesa. Una #sottopriora# porta, alta sulla testa la #carità#, adornata con un'alta struttura di rametti di lauro e nastri. Il corteo si ferma davanti al monumento dei caduti. Durante la messa, un gruppetto si reca in sacrestia per il taglio del pane #carità#. Ne lascia mezza al parrocco e pone l'altra metà, spezzettata, in sei grande ceste di vimini, con altro pane comune. Alcuni mebri della #badia#, durante l'offertorio, passano tra la folla distribuendo questo pane. Tutti i soci della #Badia#, in processione, vanno verso la navata sinistra ove in una teca sono esposte le reliquie di San Giuliano e si genoflettono. La messa termina con l'ode a San Giuliano, che accompagna l'uscita della statua, portata a braccia in processione. Al termine, di nuovo in chiesa per la benedizione eucaristica. Dopo la messa i #priori# inaugurano il ballo (#streinà#). Vi sono rigide regole per il ballo: il #priore# e il #sottopriore#, sotto braccio alle ragazze, compiono due giri all'interno del ballo, mentre la #badia# prende posto a semicerchio e la banda si colloca sul lato opposto; vengono suonati 4 balli: 1 riservato ai sei protagonisti; 2 la #badia#; 3 libero a tutti; 4 riservato ai bambini. Segue il pranzo dal #priore#, nel pomeriggio le #priore# portano dei fiori di casa in casa. Nel pomeriggio ci si ritrova dal #priore# e dopo un rinfresco si va al vespro, seguito dalla prima #obada# (banchetto tradizionale), offerta dal parroco. Il lunedì mattina ricalca il giorno precedente. La mattinata termina con la bicchierata dal #priore#. Il pomeriggio inizia alle 16 presso il priore con un'#obada#. Dopo la quale, il #priore# s'incammina verso il sagrato della chiesa per il passaggio delle consegne al suo successore. I giovani del paese che seguono la banda, formando catene di 10, 12 persone saltano e ballano eseguendo la #saotada#. Per dare spazio alla cerimonia del successore (#armettià#), la #badia# si dispone su 2 file opposte che partono dalla chiesa, lasciando un corridoio di 5/6 metri. Si recita la #lenga piemonteisa#, uno scherzoso elogio in versi dedicato ai partecipanti. Le #priore# e #sottopriore# coi #priori# ballano nel corridoio. Il pane viene tolto dal puntale della bandiera e al suo posto va un mazzo di fiori. Il #drapò# viene depositato in chiesa. Il neoeletto passa in testa al corteo, davanti al #piore# uscente. Si riforma il corteo che si dirige alla casa del nuovo #piore# per l'#obada granda#. alla sera il #piore# dà un segnale per andare in piazza a ballare il #corentor# attorno al falò che chiude la festa.

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