R12 - 01238459

CD CODICI
TSK Tipo Scheda BDI
LIR Livello ricerca P
NCT CODICE UNIVOCO
NCTR Codice regione R12
NCTN Numero catalogo scheda 01238459
ESC Ente schedatore ICCD
ECP Ente competente S127
RV RELAZIONI
ROZ Altre relazioni 1201238423
DB DEFINIZIONE BENE
DBD Denominazione Saperi tradizionali di pesca del lago di Bolsena: #le file#, #le filarelle# e #le linzare# per la pesca alle anguille
DBC Categoria saperi
DBC Categoria tecniche
RD REDAZIONE
RDM Modalità di Redazione terreno
LA ALTRE LOCALIZZAZIONI GEOGRAFICHE-AMMINISTRATI
TLC Tipo di localizzazione localizzazione di rilevamento
PRV LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA
PRVR Regione Lazio
PRVP Provincia VT
PRVC Comune Montefiascone
PRVA Altra località #Le Guadette#
PRT Contesto rilevamento nel contesto
DR DATI DI RILEVAMENTO
DRV Ente responsabile ICCD
DRT Denominazione della ricerca Progetto PACI 2
DRR Responsabile della ricerca Simeoni, Paola Elisabetta
DRL Rilevatore Broccolini, Alessandra
DRD Data rilevamento 2011/08/14
CA OCCASIONE
CAR Occasione Religiosa no
CAO Altra Occasione esecuzione su richiesta
CU COMUNICAZIONE
CUV VERBALE
CUVM Voce/i maschile/i 1
DA DATI ANALITICI
DRS Descrizione del Bene #Le file# (a Marta #le fila#) per la pesca delle anguille sono composte da varie parti. C'è un #suro#, galleggiante al quale sono attaccate #le file# con una #cappia# (nodo); il #suro# viene legato ad un #sagolettino#, cioè a un lungo filo al quale sono attaccati dei fili più sottili (#picciole#) a distanza di circa 4-5 metri alla cui sommità vi è un #ricarco# (un filo ancora più sottile), alla cui estremità è un amo. Ogni #picciola# è lunga circa 1 metro e 50, massimo 2 metri. Ogni cassetta di #file# contiene circa 200-250 #lami# che vengono messi tutti insieme, spesso più cassette insieme. Quando si vanno a #mettere le #file# l'esca viene inserita negli ami direttamente sulla barca (#annescare#). Via via che la barca procede si mettono in acqua #le file#. L'esca (#annesco#) è costituita da lattarini o #ombricoli# (lombrichi), a seconda dei periodi dell'anno (in autunno lombrichi o pezzi di coregone, in primavera lattarini). La pesca con le #file# si pratica in primavera e in autunno (ottobre-dicembre). Il pescatore mostra alcune fasi della preparazione delle #file#, in particolare la tecnica del #ricalco# dei #lami#, cioè la legatura degli ami al #ricarco# consumato delle #file# e la legatura del #ricarco# alla #picciola#. Il pescatore mostra alcuni tipi di nodi: il #nodo piano# e il #nodo del porco# usato per le legature (#ricarco#). Oltre alle #file# esiste anche la tecnica della #filarelle#, quando la distanza tra gli ami è di circa 1 metro e mezzo, anziché i 5 metri delle #file#. Le #filarelle# vengono in genere messe in una zona del lago detta #stracejio#, tra il #cejio# (confine con l'acqua profonda circa 16-17 metri) e il #cupo# (l'acqua profonda). Esiste poi la pesca con le #linzare#, dove la distanza tra gli ami è di solo mezzo metro. In questa pesca anche le #picciole# sono più corte e vengono messe #in piano#. Le #linzare# vengono messe #in piano# a riva e #annescate# a terra con #lombrichi o #gammarelli# (gamberetti). La pesca con le #file# si fa dappertutto, in #cejio#, in #cupo# e in #piano# #perchè l'anguilla è dappertutto#.
AT ATTORE INDIVIDUALE
ATT ATTORE
ATTI Ruolo pescatore
ATTZ Nazionalità italiana
ATTN Nome Biondi Giuseppe #Peppe#
ATTS Sesso M
ATTE Età 58
ATA Annotazioni L'intervistato è un pescatore originario di Marta, ma vive a Bolsena, dovesi è sposato, da 30 anni. Viene da una famiglia di pescatori. Lavora, a seconda dei periodi dell'anno, in due luoghi diversi del lago: una #cappanna# nell'area di Montefiascone (#Le Guadette#) e un #casaletto# in località Grotte (#Siesto#).
DO FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
FTA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
FTAX Genere documentazione allegata
FTAP Tipo file digitale
FTAA Autore Broccolini, Alessandra
FTAD Data 2011/08/14
FTAE Ente Proprietario ICCD
FTAC Collocazione Archivio Laboratorio DemoEtnoAntropologico
FTAN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0388/FI 01
FTAT Titolo/Note fermo immagine da video primario
VDC DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
VDCX Genere documentazione esistente
VDCP Tipo file digitale
VDCR Autore Broccolini, Alessandra
VDCD Data 2011/08/14
VDCE Ente Proprietario ICCD
VDCA Titolo #Le file#, le #filarelle# e le #linzare#
VDCC Collocazione Archivio Laboratorio DemoEtnoAntropologico
VDCN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0388_1
VDCT Note Timing: 00:00:01
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Casaccia Mauro - Tamburini Pietro, Il vernacolo di Bolsena, Sistema Museale del lago di Bolsena, 2005
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Casaccia Mauro - Quattranni Antonio, Ambiente, pesca, tradizioni del lago di Bolsena, Città di Bolsena Editrice, 1988
ACCESSO AI DATI
ADS SPECIFICHE DI ACCESSO AI DATI
ADSP Profilo di Accesso 2
ADSM Motivazione scheda contenente dati personali
CM COMPILAZIONE
CMP COMPILAZIONE
CMPD Data 2011
CMPN Nome Broccolini, Alessandra
RSR Referente Scientifico Simeoni, Paola Elisabetta
RSR Referente Scientifico Broccolini, Alessandra
FUR Funzionario Responsabile Tucci, Roberta
FUR Funzionario Responsabile Simeoni, Paola Elisabetta
AN ANNOTAZIONI
OSS Osservazioni #Le file# è un sistema di pesca alle anguille costituito da un #sagolettino# (corda) lungo circa 1 chilometro al quale sono attaccate numerose #picciole#, pezzi di filo più fino del #sagolettino# alla cui estremità è attaccato un #ricarco#, un ulteriore pezzo di filo ancora più fino di circa 20-50 centimetri alla cui estremità è un amo. La lunghezza di ogni #picciola# varia a seconda del tipo della pesca: se #le file# vengono messe #in piano#, cioè nell'erba, #la picciola# deve essere corta, di circa 60-70 centimetri perché "l'anguilla quando mangia il lattarino o altra esca, per levarsi l'amo dalla bocca con la coda va sotto all'erba, di modo che il filo glie tira e si sgozza”. Con la #picciola# corta l'anguilla si #sficca# meglio dall'erba. Quando invece si lavora #in cupo#, cioè a 50-80 metri d'acqua, il fondale è costituito da fango. Si mette allora la #picciola# più lunga in modo che “l'anguilla non vede il filo e mangia il lattarino e rimane sempre viva, e non ha possibilità di fasse male”. Le #fila# per essere messe in acqua vengono collocate tutte in una cassa di polistirolo e lungo tutto il bordo di questa cassa vengono attaccati tutti #i lami# in modo che “quanno vai a mette le fila chiappi il capo del filo, inizi a mette, sfilzi l'amo dalla cassa, lo anneschi [con l'esca] e vai, butti in acqua”. L'#annesco# è costituito principalmente da #lattarini#, #ombricoli# (a Marta #le lazze#) oppure dal coregone filettato e fatto a pezzi (detti #bocconi#). La pesca alle anguille con #le file# viene fatta dai pescatori del lago di Bolsena soprattutto a primavera (marzo-maggio), e anche in autunno-inverno (ottobre-gennaio). In questo ultimo caso l'#annesco# è costituito da #ombricoli# perché le anguille preferiscono esche diverse a seconda della stagione. In estate "l'anguilla preferisce il lattarino fino a giugno, dopo si fermano e non le mangiano più. In autunno preferisce il coregone fiettato e in inverno i lombricoli". Non c'è un orario particolare per mettere #le fila#. Vengono però #cavate# di giorno, all'alba. Le anguille #di cupo# sono considerate le più buone perché sono più tenere e saporite di quelle #di piano#, cioè delle anguille che vivono in mezzo all'erba. Secondo i pescatori #le file# sono talmente efficaci che “trovano tutto sott'acqua, agganciano ogni cosa”, tanto che in passato quando si doveva recuperare qualcosa, ad esempio il corpo di qualcuno che era annegato, veniva usato dai pescatori lo stesso sistema, sostituendo all'amo, un'ancoretta. Famosi erano quattro fratelli martani, detti #Magnapane#, particolarmente bravi in questo genere di ricerche. I pescatori in genere mettono dai 250 #lami# (che corrispondono a una cassa di #file#), fino a 4-5 casse. Le anguille #di cupo# vengono chiamate #biancone# se grandi (un #bel torcolo#); se sono piccole #batticulo#, o #ceriole#. Secondo i pescatori quando c'è la luna piena (#grossa#) le anguille (e anche altri tipi di pesce fatta eccezione per i #lattarini#) si pescano poco. Alcuni pescatori tradizionali conoscono a memoria i fondali del lago, tanto da sapere esattamente quanti metri d'acqua ci sono nei diversi punti del lago. Altri, invece, più giovani, oggi usano l'ecoscandaglio per vedere la profondità dei fondali. #Le picciole# sono tra loro distanti circa 5 #pasi# (1 #paso# è un'apertura di braccia di un adulto). A #pasi# si misurano anche la lunghezza delle #picciole#, che nel #cupo# sono di circa 1 #paso e mezzo#, mentre #in piano# meno di 1 #paso#.