R12 - 01238461

CD CODICI
TSK Tipo Scheda BDI
LIR Livello ricerca P
NCT CODICE UNIVOCO
NCTR Codice regione R12
NCTN Numero catalogo scheda 01238461
ESC Ente schedatore ICCD
ECP Ente competente S127
RV RELAZIONI
ROZ Altre relazioni 1201238462
DB DEFINIZIONE BENE
DBD Denominazione Saperi sulla pesca del lago di Bolsena: le #retoncine# e le #retone# per la pesca del coregone, delle tinche, dei lucci e dei persici
DBC Categoria saperi
RD REDAZIONE
RDM Modalità di Redazione terreno
LA ALTRE LOCALIZZAZIONI GEOGRAFICHE-AMMINISTRATI
TLC Tipo di localizzazione localizzazione di rilevamento
PRV LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA
PRVR Regione Lazio
PRVP Provincia VT
PRVC Comune Montefiascone
PRVA Altra località #Le Guadette#
PRT Contesto rilevamento nel contesto
DR DATI DI RILEVAMENTO
DRV Ente responsabile ICCD
DRT Denominazione della ricerca Progetto PACI 2
DRR Responsabile della ricerca Simeoni, Paola Elisabetta
DRL Rilevatore Broccolini, Alessandra
DRD Data rilevamento 2011/08/14
CA OCCASIONE
CAR Occasione Religiosa no
CAO Altra Occasione esecuzione su richiesta
CU COMUNICAZIONE
CUV VERBALE
CUVM Voce/i maschile/i 1
CUC CINESICA
CUCM Maschile 1
DA DATI ANALITICI
DRS Descrizione del Bene Per la pesca nel lago di Bolsena vengono usati diversi tipi di reti. Ci sono le #retoncine# che sono reti a fondo alte circa 2 metri, che vengono messe sul fondale dai venti metri fino ai 50-60 metri di profondità. Per la pesca del coregone le #retoncine# ogni 10 #castelli# (lo spazio tra due legature della rete sul #sagolettino#) hanno un #suretto#, un piccolo galleggiante attaccato al #sagolettino#, in modo che la parte superiore della rete stia dritta e la parte inferiore appoggi nell'erba. Nella parte inferiore c'è invece l'#armatura#, una #sagola piombata# che appesantisce la rete facendola rimanere dritta a fondo. La larghezza della maglia (#majo#) della rete viene calcolata a millimetri. A seconda della grandezza della maglia e dei fondali dove vengono messe, si fa un determinato tipo di pesca, a persici, coregoni, lucci o tinche. Per la pesca al coregone si usano soprattutto le #retone#, che sono alte 8 metri e hanno solo due #suri#, #uno da capo e uno da piedi# e la #sagola piombata# come le altre. Sono reti che non toccano il fondale, ma vengono messe #a volo# e sta alla bravura del pescatore indovinare a quale profondità si trova il tipo di pesce adatto per quella rete. La rete è quindi attaccata a un lungo filo che determina la profondità alla quale viene mandata la rete. La misura del filo si misura a #pasi#: un #paso# è dato dall'ampiezza di un'apertura di braccia. Le #retone# non sono fisse, ma seguono la corrente; la sera vengono messe in un punto e la mattina vengono #cavate# in un altro punto, seguendo il segnale che ciascun pescatore mette alle reti. Sta alla bravura del pescatore conoscere la direzione delle correnti e calcolare la direzione che prendono le reti. E poiché le correnti a volte si muovono con i venti e a seconda delle stagioni, il pescatore dovrà conoscere bene le stagioni, i venti e il modo in cui questi si muovono in relazione al luogo in cui si trova ed ha messo le reti. Sia le #retone# che le #retoncine#, come anche le altre reti quando sono nuove, vengono tinte dai pescatori. Ciò viene fatto sia per fare rinforzare i nodi e il #majo#, ma anche per evitare che si attacchi la #porrazzina# (o #plancton del lago#). Ogni rete ha nelle due estremità due anelli di ferro che vengono lanciati in acqua dal pescatore quando #mette#: questi anelli servono a mantenere ferma la rete. L'anello è attaccato al #costato# (a Marta #le filette#), che segue la lunghezza della rete. Quando vengono ordinate nel fusto le #retone# vengono messe con la #manciatella#, vengono cioè ordinate appoggiate sul #suro#, in un modo che possa permettere al pescatore di prenderle una alla volta quando è sulla barca. Anche le #retoncine# vengono messe nel #fusto# secondo un certo ordine, leggermente diverso, ma sempre tale da permettere al pescatore di prenderle agevolmente (anche ad occhi chiusi) e di non intrecciarle con le altre. In entrambe le reti il materiale usato oggi è il nylon e non più il #panno#, come alcuni anni fa; il nylon, essendo più fino, pesca di più perché i pesci lo vedono meno; tuttavia sono reti più fragili rispetto al panno e non si possono aggiustare. L'insieme delle reti viene misurato in #ncotte#. Una giusta #ncotta# di #retone# è di circa 60-80 reti. Una giusta #ncotta# di #retoncine# è composta invece da circa 100-150 reti. Le reti vengono in genere #messe# nel tardo pomeriggio-sera, quando cala il sole. Si #cava# invece all'alba. Le #retoncine# possono anche essere messe all'alba e cavate subito “quanno spizzica l'alba”: questa pesca si chiama #a schiarata#. La #schiarata# (che si fa per qualsiasi tipo di pesce) si usa fare quando “c'è la luna che cresce”; quando invece c'è la “luna buia, che ha girato”, allora è meglio mettere le reti la sera (“il pesce si da a tramonta”).
AT ATTORE INDIVIDUALE
ATT ATTORE
ATTI Ruolo pescatore
ATTZ Nazionalità italiana
ATTN Nome Biondi Giuseppe #Peppe#
ATTS Sesso M
ATTE Età 58
ATA Annotazioni L'intervistato è originario di Marta, ma vive a Bolsena, dove si è sposato, da 30 anni. Viene da una famiglia di pescatori. Lavora, a seconda dei periodi dell'anno, in due luoghi diversi del lago: una #cappanna# nell'area di Montefiascone e un #casaletto# in località Grotte (#Siesto#).
DO FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
FTA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
FTAX Genere documentazione allegata
FTAP Tipo file digitale
FTAA Autore Broccolini, Alessandra
FTAD Data 2011/08/14
FTAE Ente Proprietario ICCD
FTAC Collocazione Archivio Laboratorio DemoEtnoAntropologico
FTAN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0388/FI 02
FTAT Titolo/Note fermo immagine da video primario
VDC DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
VDCX Genere documentazione esistente
VDCP Tipo file digitale
VDCR Autore Broccolini, Alessandra
VDCD Data 2011/08/14
VDCE Ente Proprietario ICCD
VDCA Titolo Le reti per la pesca al coregone
VDCC Collocazione Archivio Laboratorio DemoEtnoAntropologico
VDCN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0388_6
VDCT Note Timing: 00:36:20
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Casaccia Mauro - Tamburini Pietro, Il vernacolo di Bolsena, Sistema Museale del lago di Bolsena, 2005
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Casaccia Mauro - Quattranni Antonio, Ambiente, pesca, tradizioni del lago di Bolsena, Città di Bolsena Editrice, 1988
ACCESSO AI DATI
ADS SPECIFICHE DI ACCESSO AI DATI
ADSP Profilo di Accesso 2
ADSM Motivazione scheda contenente dati personali
CM COMPILAZIONE
CMP COMPILAZIONE
CMPD Data 2011
CMPN Nome Broccolini, Alessandra
RSR Referente Scientifico Simeoni, Paola Elisabetta
RSR Referente Scientifico Broccolini, Alessandra
FUR Funzionario Responsabile Tucci, Roberta
FUR Funzionario Responsabile Simeoni, Paola Elisabetta
AN ANNOTAZIONI
OSS Osservazioni Il coregone è un pesce introdotto nel lago di Bolsena intorno all'iniziodel Novecento proveniente dai laghi del Nord. E' un salmonide le cui carni negli ultimi anni hanno iniziato ad essere molto apprezzate sul mercato; è infatti l'unico pesce del lago, insieme ai lattarini e alle anguille, ad avere un commercio di una certa consistenza rispetto a lucci, tinche e persici. La pesca al coregone nel Lago di Bolsena viene effettuata in tutti i periodi dell'anno. Rispetto al passato, quando il coregone non era molto presente nel lago e venivano pescati maggiormente altri tipi di pesci (tinche, lucci), oggi il mercato richiede ai pescatori soprattutto il coregone e i lattarini. Per questo la pesca al coregone è stata incrementata anche attraverso le semine che vengono ottenute facendo riprodurre gli avannotti del coregone negli incubatoi. Nel mese di gennaio, infatti, la pesca al coregone è proibita perché il pesce “butta ll'ova”. Viene così pescato, #spremuto# dai pescatori a terra e le uova vengono portate nei due incubatoi di Marta e di Bolsena. Qui si attende che le uova si schiudano e che gli avannotti diventino sufficientemente grandi per sopravvivere nel lago; dopodiché vengono rigettati in acqua. I principali predatori dei coregoni e delle uova sono i #gamberi killer# (gamberi della Louisiana), introdotti di frodo negli ultimi anni nel lago e il #blackbuss#, cioè il #boccalone#, o persico-trota, vorace predatore. In passato la pesca al coregone non era praticata molto dai pescatori perché richiede un equipaggiamento notevole di reti (diverse #ncotte#), quindi centinaia di reti, cosa che i pescatori poveri del passato non avevano. In passato era infatti praticata di più una pesca di costa a lucci, tinche e lattarini con gli #artavelli#, soprattutto con gli #artavelletti co' la pertica# che venivano (e vengono) messi in acque basse, ma che oggi sono proibiti. In passato altri tipi di pesca predominavano sulla pesca del coregone: la #bollonara# (pesca tradizionale di tinche e lucci di grandi dimensioni), #la botta# (o #mazzeata#) (per la pesca di costa), le #cefolare#, per la pesca dei cefali, e le #artane# o #mazzeatura#, la #bastardona# e lo #zoccolotto#, tutte reti oggi in declino, anche perché alcune, come lo #zoccolotto#, sono proibite. Se invece le #retoncine# sono #a tinche#, il #suro# viene messo ogni 15 #castelli#.