R12 - 01238463

CD CODICI
TSK Tipo Scheda BDI
LIR Livello ricerca P
NCT CODICE UNIVOCO
NCTR Codice regione R12
NCTN Numero catalogo scheda 01238463
ESC Ente schedatore ICCD
ECP Ente competente S127
RV RELAZIONI
ROZ Altre relazioni 1201238464
DB DEFINIZIONE BENE
DBD Denominazione Saperi tradizionali di pesca del lago di Bolsena: la costruzione della #barca#
DBC Categoria saperi
RD REDAZIONE
RDM Modalità di Redazione terreno
LA ALTRE LOCALIZZAZIONI GEOGRAFICHE-AMMINISTRATI
TLC Tipo di localizzazione localizzazione di rilevamento
PRV LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA
PRVR Regione Lazio
PRVP Provincia VT
PRVC Comune Bolsena
PRVL Localita #La Pila#
PRT Contesto rilevamento nel contesto
DR DATI DI RILEVAMENTO
DRV Ente responsabile ICCD
DRT Denominazione della ricerca Progetto PACI 2
DRR Responsabile della ricerca Simeoni, Paola Elisabetta
DRL Rilevatore Broccolini, Alessandra
DRD Data rilevamento 2011/08/16
CA OCCASIONE
CAR Occasione Religiosa no
CAO Altra Occasione esecuzione su richiesta
CU COMUNICAZIONE
CUV VERBALE
CUVM Voce/i maschile/i 1
CUC CINESICA
CUCM Maschile 1
DA DATI ANALITICI
DRS Descrizione del Bene Nella costruzione della barca tradizionale del lago di Bolsena per prima cosa viene fatto il #fondo# della barca, piatto, che viene realizzato con tavole di legno che vengono segnate, tagliate e messe sopra le #ceppette# in modo da dargli #la piegatura# (#dare la leva#). Questa operazione, che rappresentava la parte più delicata dell'intera realizzazione dell'imbarcazione, veniva eseguita tutta ad occhio e in passato era un sapere custodito gelosamente dai maestri d'ascia. La #leva# della barca (curvatura) non era sempre la stessa, ma cambiava a seconda del lavoro che doveva fare la barca. Se il pescatore lavorava un certo tipo di reti veniva data meno #leva# sulla punta, o meno #leva# dietro alla #culata# (poppa). Se la barca lavorava gli #artavelli#, questi venivano messi sulla punta; pertanto la #leva# sulla punta doveva essere diminuita in modo che la barca fosse più bassa. Se invece il pescatore lavorava le #retone# o le reti a strascico, bisognava diminuire la #leva# sulla #culata# altrimenti il pescatore avrebbe faticato molto a lavorare le reti. La poppa (#culata#) è costituita dall'#usciolo# e dalla #lena#, le cui sporgenze all'esterno erano chiamate #orecchiozzi#. Prima che i motori iniziassero ad essere messi al centro della barca, venivano messi sulla #lena# in poppa; era allora molto importante dare a questa parte della barca una giusta piegatura, altrimenti il peso del motore rischiava di fare sfilare l'#usciolo# e far cadere il motore in acqua. L'altezza della barca è tradizionalmente di circa 62-63 centimetri, ma da quando i motori si sono spostati al centro della barca, il maestro d'ascia ha alzato a 70 centimetri. La lunghezza è invece di 6 metri e 25/50 di fondo, più 1 metro di punta. Dopo il fondo venivano attaccate le fiancate (la sponda) e le #matee# (le assi trasversali che reggevano le fiancate) fatte di legno di ulivo già piegato; in seguito le #matee# sono diventate di ferro. La fiancata sporge sotto la barca di 2 centimetri (#vigliaro#), una parte che serve a dare maggiore stabilità alla barca. Sul #vigliaro#, per non farlo rovinare, si metteva una striscia di legno detto #sguiciotto#. Per inchiodare il legno si usavano dei #chiodi neri# realizzati a mano, di forma conica e dalla testa quadrata, fatti in modo che #tiravano il legno#, cioè tenevano le tavole unite tra loro: per ogni barca ci volevano 6 chili di chiodi. In tempi più recenti venivano usate le viti. Sul #fondo# venivano poi messe #le poste#, assi di legno trasversali. Ogni parte della barca voleva una misura di chiodi. L'angolazione delle fiancate veniva chiamata #sbracatura# e anche quella variava a seconda del tipo di pesca; anche la #sbracatura# veniva fatta tutta a occhio mentre si inchiodavano le #poste#: in tutto erano necessarie 7 tavole, 3 per fare il fondo e 4 per le due fiancate. Le assi trasversali per sedersi erano 2 e si chiamavano #trasto#: #trasto de punta# e #trasto de mezzo#. La vela è stata invece una introduzione recente, voluta da un pescatore poi imitato da altri. Al centro della punta c'è il #pezzetto della puntina# che serve come rifinitura; sulla punta veniva messa una maniglia ad anello, detta #briglia#, di ferro che serviva a legare la barca. I remi sono di due tipi: #il riemo#, che sta sulla poppa sul lato sinistro, e #la rosta# che sta sul lato destro sulla fiancata; sono composti da due parti: lo #stico# e la #pala#, che sono girati in versi diversi a seconda se si trattava del remo della #rosta# o del #riemo#. I remi sono attaccati ad un #piro#; il primo #piro# era collocato a sinistra della #culata#, gli altri due sulla sponda dell'altro lato. Ogni barca in passato aveva 3 remi e quindi 3 #piri# messi in posizioni prestabilite; in seguito il #piro# è diventato di ferro. I remi sono fatti di legno di castagno. Il legno con il quale venivano fatte le barche tradizionalmente era il cerro; poi con la diminuzione del cerro è subentrato il mogano che veniva dal Libano; in tempi recenti, con la guerra in Libano e la diminuzione del mogano, è subentrato l'iroko. Nei tempi migliori il falegname realizzava circa 30-35 barche all'anno. Oggi le barche sono fatte in resina.
AT ATTORE INDIVIDUALE
ATT ATTORE
ATTI Ruolo falegname - maestro d'ascia
ATTZ Nazionalità italiana
ATTN Nome Papini Luigi #Il Picciararo#
ATTS Sesso M
ATTE Età 74
ATA Annotazioni Il testimone è stato per decenni il maestro d'ascia di Bolsena, che ha costruito le imbarcazioni tradizionali del lago. Oggi - da diversi anni a questa parte - queste imbarcazioni non le realizza più perché le imbarcazioni vengono fatte di resina.
DO FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
FTA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
FTAX Genere documentazione allegata
FTAP Tipo file digitale
FTAA Autore Broccolini, Alessandra
FTAD Data 2011/08/16
FTAE Ente Proprietario ICCD
FTAC Collocazione Archivio Laboratorio DemoEtnoAntropologico
FTAN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0389/FI 01
FTAT Titolo/Note fermo immagine da video primario
VDC DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
VDCX Genere documentazione esistente
VDCP Tipo file digitale
VDCR Autore Broccolini, Alessandra
VDCD Data 2011/08/16
VDCE Ente Proprietario ICCD
VDCA Titolo La costruzione dell'imbarcazione tradizionale
VDCC Collocazione Archivio Laboratorio DemoEtnoAntropologico
VDCN Codice Identificativo ICCD-DEAV 0389_1
VDCT Note Timing: 00:00:01
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Casaccia Mauro - Tamburini Pietro, Il vernacolo di Bolsena, Sistema Museale del lago di Bolsena, 2005
BIL BIBLIOGRAFIA - CITAZIONE COMPLETA Casaccia Mauro - Quattranni Antonio, Ambiente, pesca, tradizioni del lago di Bolsena, Città di Bolsena Editrice, 1988
ACCESSO AI DATI
ADS SPECIFICHE DI ACCESSO AI DATI
ADSP Profilo di Accesso 2
ADSM Motivazione scheda contenente dati personali
CM COMPILAZIONE
CMP COMPILAZIONE
CMPD Data 2011
CMPN Nome Broccolini, Alessandra
RSR Referente Scientifico Simeoni, Paola Elisabetta
RSR Referente Scientifico Broccolini, Alessandra
FUR Funzionario Responsabile Tucci, Roberta
FUR Funzionario Responsabile Simeoni, Paola Elisabetta
AN ANNOTAZIONI
OSS Osservazioni Il documento illustra nelle immagini l'ultima imbarcazione tradizionale del lago di Bolsena, realizzata in legno: oggi la totalità delle imbarcazioni dei pescatori sono realizzate in resina. Un'altra imbarcazione di legno si trova al Museo di Capodimonte, realizzata su commissione dal maestro d'ascia qualche anno fa. La presente imbarcazione era di proprietà di un pescatore di Bolsena che l'anno scorso (nel 2010) l'ha data a un giovane imprenditore locale che vuole restaurarla per ragioni estetiche o espositive. Il testimone ha realizzato imbarcazioni tradizionali anche per i pescatori del lago di Bracciano, per i pescatori del lago di Vico e del lago di Campotosto. La maggior parte della terminologia locale delle imbarcazioni tradizionali del lago di Bolsena è ancora in uso da parte dei pescatori ed è stata trasferita alle nuove imbarcazioni in resina che sono fatte sul modello di quelle tradizionali. Il modo di remare specifico (in piedi con due remi che procedono nello stesso senso con un remo in punta e l'altro più al centro della barca) è rimasto inalterato anche con le nuove imbarcazioni.